L'Editoriale
Martedì 16 Giugno 2026
MONDO. L’arrivo in Europa per il G7 ospitato dalla Francia e per la firma del Memorandum d’intesa con l’Iran in Svizzera coincide, per Donald Trump, con un momento di profonda difficoltà.
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Per quanto il presidente resista nella postura del vincitore, per quanto il suo vice JD Vance provi a sottolineare gli aspetti positivi, per quanto il falco Pete Hegseth stia trincerato nel Pentagono evitando le sparate dei mesi scorsi, è chiaro a tutti che gli Usa nello scontro con l’Iran hanno mancato quasi tutti i loro obiettivi. E che una qualche spiegazione bisognerà darla ai Paesi del G7, coinvolti nelle conseguenze della crisi energetica, invitati a contribuire al progetto di pace (vedi sminamento dello Stretto di Hormuz) ma del tutto ignorati prima, quando si trattava di decidere la disgraziatissima guerra e contava solo il parere di Benjamin Netanyahu.










