| 16 Giugno 2026 00:02 |

2 minuti per la lettura

(Adnkronos) – Il primo incontro nella capitale americana tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, è servito a ribadire la solidità del rapporto tra Italia e Stati Uniti, dopo le recenti polemiche legate alle dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla posizione italiana riguardo alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Al termine del bilaterale, parlando con i giornalisti all’Ambasciata italiana a Washington, Crosetto ha escluso qualsiasi deterioramento delle relazioni tra Roma e Washington. “Non è un rapporto che conviene a nessuno interrompere e finire. Quindi la nostra sicurezza sarà garantita sempre di più da un rapporto con gli Stati Uniti”, ha affermato. Il ministro ha definito il confronto con il capo del Pentagono “un dialogo totalmente amichevole, di totale volontà di cooperazione, senza alcuna polemica”, sottolineando come l’incontro abbia avuto un esito positivo sia per l’Italia sia per l’Alleanza atlantica.

Durante il colloquio della mattina, Hegseth ha riconosciuto il ruolo crescente dell’Italia nella difesa europea e il contributo del governo guidato da Giorgia Meloni. “Siamo particolarmente grati per il sostegno costante che il vostro governo e il popolo italiano dimostrano nell’ospitare le forze statunitensi in Italia, nell’ambito di una partnership di lunga data. Nell’attuale, cruciale contesto globale, la nostra collaborazione è più importante che mai”, ha dichiarato il segretario alla Difesa. Secondo Hegseth, la Nato deve ora affrontare una nuova fase, quella che ha definito “Nato 3.0”, rafforzando capacità operative, investimenti e basi industriali della difesa. In questo contesto, ha sottolineato che “gli alleati europei, inclusa l’Italia, devono assumersi – e so che lo stanno facendo – la responsabilità principale della difesa convenzionale dell’Europa, dimostrando la disponibilità a farsi carico di una quota maggiore dell’onere; l’Italia è certamente uno dei partner che stanno guidando questo processo”. A sostegno di questa valutazione, il capo del Pentagono ha citato la leadership italiana nel gruppo tattico multinazionale della Nato in Bulgaria e la disponibilità di Roma a operare nei teatri considerati strategici per i propri interessi economici e di sicurezza.