Dopo i Giardini Virgilio, Taranto perde una nuova area di aggregazione. Questa volta al rione Tamburi e non c’entrano i tribunali. Chiusi infatti i giardinetti realizzati all’interno dell’area del negozio «Shanghai» destinati gratuitamente ai bambini. La decisione è stata presa a seguito dei ripetuti episodi di vandalismo, dell’abbandono di rifiuti e di comportamenti scorretti che hanno compromesso la sicurezza e la fruibilità dello spazio.

Area voluta e realizzata dall’imprenditore Luigi Susco insieme alla famiglia Wang e inaugurata il 9 agosto 2025 con l’obiettivo di offrire ai più piccoli un luogo inclusivo di gioco e aggregazione. Basta fare un giro nell’area per rendersi conto delle condizioni: giochi imbrattati, rifiuti sparsi (zone più volte ripulite dalla proprietaria e dal personale incaricato senza risultati duraturi). Tra le conseguenze più evidenti c’è stata la rimozione di una speciale altalena inclusiva, progettata per consentire anche ai bambini con disabilità di giocare in sicurezza.

«Quell’altalena era destinata ai bambini disabili, perché anche loro hanno diritto di divertirsi e giocare», spiega Simona Wang, titolare del negozio Shanghai. «Purtroppo veniva utilizzata in modo improprio da gruppi di adolescenti che salivano in troppi contemporaneamente, mettendo a rischio la propria sicurezza. Per evitare incidenti abbiamo deciso di smontarla temporaneamente». Nonostante le criticità, la fontana presente nell’area non ha subito danni irreparabili. «Dentro troviamo spesso bottiglie, cartacce e rifiuti di ogni genere. In alcuni casi abbiamo visto persone urinare nella fontana e utilizzare la vasca per lavare i cani. Sono episodi che ci hanno lasciato senza parole». Secondo la titolare, il problema non riguarda solo i danni materiali ma soprattutto la gestione quotidiana dello spazio. «Mattina e sera siamo costretti a intervenire per ripristinare il decoro. È diventato un impegno molto pesante da sostenere da soli». La proprietaria insieme a Luigi Susco guardano ora a possibili soluzioni condivise. «Ci piacerebbe avviare un confronto con il Comune per capire come tutelare quest’area e renderla nuovamente fruibile in condizioni di sicurezza», aggiunge Wang. Resta infine la preoccupazione che la chiusura non fermi del tutto i comportamenti vandalici.