Lo scrittore Giorgio Manganelli scrive di ritorno da un viaggio nell’isola negli anni Settanta: “Di Taiwan non sappiamo niente. L’isola è anomala. Molto anomala. Giuridicamente è quanto di più prossimo alla non esistenza possibile […] e Taipei è la capitale dell’isola che non c’è”. Si tratta di un’anomalia giuridica e politica. Taiwan è una nazione che emette moneta, dispone di un proprio esercito, controlla il territorio e difende i propri confini. I cittadini taiwanesi hanno un passaporto, di colore verde e con la scritta Taiwan, che gli consente di entrare, senza bisogno di un visto, in oltre 150 Paesi. Gli Uffici di rappresentanza di Taiwan sono presenti in più di cento capitali nel mondo e svolgono le tipiche funzioni consolari e diplomatiche, dall’emissione di visti ai servizi per i cittadini taiwanesi all’estero. Quando cerchiamo la bandiera taiwanese, tra le emoticon disponibili nei programmi di scrittura del nostro cellulare troviamo un vessillo su campo rosso con un rettangolo blu nell’angolo e a malapena riusciamo a distinguere un sole bianco con dodici raggi triangolari. Milioni di prodotti con impressa la scritta Made in Taiwan vengono acquistati ogni giorno in tutti gli angoli del globo. La compagnia di bandiera taiwanese vola in più di 31 Paesi, e in 100 aeroporti del mondo possiamo vedere gli aerei taiwanesi che mostrano la bandiera del Paese sulla fiancata. Gli atleti taiwanesi partecipano regolarmente alle Olimpiadi e in tutte le competizioni internazionali. Gli scrittori taiwanesi sono tradotti e letti ovunque, e i film prodotti nell’isola riscuotono successo di pubblico e critica. Alla fatidica domanda: “Where are you from?” ventitré milioni di persone sono pronte a rispondere, orgogliosamente e senza nessun dubbio, di essere taiwanesi.