Dopo un 2025 molto positivo il credito investment grade è entrato nel 2026 con prospettive più complesse.

A inizio anno si prevedevano rendimenti in linea con quelli precedenti, sostenuti soprattutto dal carry e, potenzialmente, da tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.

Questo quadro si è però parzialmente modificato: il primo trimestre è stato moderatamente negativo, portando la performance da inizio anno su livelli sostanzialmente piatti.

Assumendo un flusso cedolare stabile nei prossimi mesi, i rendimenti complessivi dovrebbero risultare inferiori alle attese iniziali.

Le tensioni geopolitiche hanno ulteriormente complicato il contesto: sebbene i mercati abbiano recuperato e gli spread siano rimasti stabili, è ancora presto per valutare gli impatti di medio-lungo periodo.