Borse che segnano massimi a ripetizione, pur in un anno costellato da tensioni alle stelle sullo scacchiere politico e non solo, ma anche un obbligazionario in grado di tenere alta la bandiera grazie soprattutto ai livelli storicamente elevati ai quali sono tornate le cedole dei bond. Viste le premesse, gli investitori si aspettavano ragionevolmente di uscire con i portafogli gonfi dal 2025, ma alla fine si sono dovuti accontentare, soprattutto in Europa.

Il bilancio annuale

I prodotti di investimento commercializzati nel Vecchio Continente hanno infatti consegnato nel corso dei dodici mesi appena archiviati un rendimento medio del 6 per cento: un risultato positivo e certo da non disprezzare, ma a conti fatti più che dimezzato rispetto al +13,3% dell’anno precedente e inferiore anche al rialzo sempre a doppia cifra del 2024. La conferma in tal senso arriva dai dati contenuti nel rapporto pubblicato da Tosetti Value, uno dei principali multi-family office in Europa, che passa in rassegna i rendimenti e i costi di tutti i prodotti Ucits distribuiti in almeno un Paese europeo, classificati long-term fund, attivi e passivi (esclusi gli Etf) e gestiti dalle prime 250 società in ordine di grandezza di patrimonio.