Maturità20 giugno 2026 alle 00:23Quintiliano per la versione di latino, non semplice la prova di matematica
Il più temuto era Tacito, col consueto duello tra Cicerone e Seneca che ha tenuto banco sino all’ultimo. Ma il Ministero - ancora una volta - ha fatto saltare tutti pronostici, puntando sull’outsider Quintiliano per la versione di latino. Una sorpresa - dopo una lunghissima latitanza - che però sembra piacere agli studenti cagliaritani alle prese con la seconda prova. Sorridono tutti, al classico. Decisamente meno allo Scientifico, dove c’è chi tenta la carta del santino laico con calciatore preferito. Anche al Nautico si vedono volti distesi, non certamente come quello del ragazzo beccato con un secondo cellulare, che - dice il personale all’ingresso - non stava usando ma ha iniziato a parlare da solo. «L’hanno mandato via, poverino, ha sbagliato ma forse è eccessivo fargli perdere l’anno», commenta la donna all’ingresso del Buccari. Eccoli i 12mila 305 maturandi sardi (meno uno) nella loro seconda prova di Maturità: lo scritto, differente in base all’indirizzo di studio.
Quintiliano promosso
Un quarto d’ora prima delle 13, il cancello del Siotto si spalanca. La prima a uscire è Alice Perra, della sezione B; col dizionario in borsetta e un sorriso raggiante che basterebbe quello per far riprendere a respirare i genitori in attesa nel piazzale davanti. «È andata bene, speravo con tutto il cuore che non uscisse Tacito». Accontentata. Accontentati tutti. «Quintiliano non me l’aspettavo, ma sono felicissima: mi è piaciuto come autore, anche da studiare, e la versione era abbastanza facile». Ora l’attende l’orale, fissato per il primo luglio: «Oggi riposo e da domani riprendo a studiare». Pochi minuti dopo è il turno di Leonardo Frongia, sezione F: «Inizialmente mi sono fatto un po’ intimorire, però alla fine è andata bene. Diciamo che non era un testo eccessivamente complicato». Dice che si aspettava Seneca, e temeva Tacito: alla fine il grande maestro dell’oratoria - assente dal 2013 - sembra il giusto compromesso. Lo pensa anche Giulia Usai: «Certo resta un po’ il dubbio, ma sono contenta e sicura di ciò che ho fatto. Per fortuna è uscito Quintiliano, tra l’altro con un argomento non troppo complesso, avevamo un brano che parlava della musica come disciplina».










