Fotografa e artista multidisciplinare, studi in filosofia e filologia, Lena Herzog – nata a Ekaterinburg nel 1970 e residente a Los Angeles – da anni indaga le possibilità espressive date dall’uso della realtà virtuale spingendosi a creare esperienze immersive con le quali di-segnare nuovi percorsi sensoriali al fine di riflettere su questioni sociali globali mettendo in relazione arte e scienza, tecniche antiche e moderne, immagine e suono. Una sperimentazione che l’ha spinta a realizzare Trinity. An Immersive Lament In the Age of Extinction. Un trittico fortemente politico che, sperimentando linguaggi inediti, evidenzia l’estinzione delle lingue (Last Whispers), del pianeta per via di una guerra nucleare (Any War Any Enemy), la pace e la ri-nascita dopo la caduta (Reversal). Lena Herzog è in queste settimane in Italia. Al recente festival CinemAmbiente di Torino – oltre a essere stata in giuria e aver dialogato con Grazia Paganelli in una densa masterclass – ha presentato i primi due capitoli di Trinity nell’area dedicata alla realtà virtuale che il Museo Nazionale del Cinema ospita alla Mole Antonelliana. A Venezia questa sera a mezzanotte porterà in prima mondiale l’intera opera all’Auditorium Santa Margherita – Emanuele Severino. Sarà una performance in occasione della Sleepless Video Art Night all’interno della quindicesima edizione di Art Night Venezia. L’abbiamo incontrata a Torino prima della sua partenza per Venezia.
Lena Herzog: «Realtà virtuale? È sguardo libero» | il manifesto
(Visioni) Fotografa e artista multidisciplinare, studi in filosofia e filologia, Lena Herzog - nata a Ekaterinburg nel 1970 e residente a Los Angeles - da anni indaga le possibilità espressive date dall’uso della realtà virtuale spingendosi a creare esperienze immersive con le quali di-segnare nuovi percorsi sensoriali al fine di riflettere su questioni sociali globali mettendo









