Il bloqueo contro Cuba? Non esiste. Le minacce di sanzioni statunitensi ai paesi Ue che commercino con L’Avana? Non pervenute. Le 32 risoluzioni dell’Onu che definiscono illegale il sessantennale assedio contro l’isola? Mai viste. È il contenuto della risoluzione su Cuba votata dal Parlamento Ue nella plenaria del 18 giugno, intitolata non a caso «Sulla repressione politica e la situazione umanitaria a Cuba». Approvata con la stessa maggioranza che il giorno prima aveva decretato l’ennesima stretta sui migranti: dai Popolari all’estrema destra, con l’aggiunta dei liberali di Renew, ma senza Verdi e Socialisti.

L’hanno scritta a Strasburgo, ma il canovaccio è made in Miami. La colpa dell’emergenza umanitaria è tutta del Partito comunista cubano. Le sanzioni Usa non sono citate neppure una volta. Si usano invece le stesse parole del tycoon: uno «stato fallito», «un’emergenza democratica». E la soluzione proposta è la stessa di Rubio: Cuba deve ammainare la bandiera rossa e issare quella bianca, aprire integralmente le sue porte all’economia di mercato e indire elezioni multipartitiche. Subito. Altrimenti l’Ue – viene esplicitamente scritto nel paragrafo 10 – potrebbe rivedere il già flebile accordo di cooperazione con l’Avana.