L'Europarlamento condanna la repressione sistematica a Cuba, chiedendo urgenti cambiamenti politici ed economici, la liberazione di prigionieri politici e di porre fine alla pratica della tortura.
Il Parlamento Europeo condanna la repressione sistematica perpetrata dal regime cubano e chiede "profondi cambiamenti economici e politici" nell'isola. In una risoluzione approvata oggi a Strasburgo con 283 voti favorevoli, 199 contrari e 85 astensioni, i parlamentari sottolineano che, dopo cinque decenni di regime comunista, Cuba è sull'orlo della bancarotta.
L'attuale crisi umanitaria, con l'89% delle famiglie che vive in condizioni di estrema povertà, per l'Aula "non è il prodotto di un embargo esterno, ma la diretta conseguenza del modello di governo e dei suoi fallimenti".
Constatando che a fine maggio 2026 Cuba deteneva un numero record di 1.281 prigionieri politici, inclusi minori, il Parlamento denuncia la "brutale e implacabile" repressione come l'unico meccanismo che permette al regime di rimanere al potere. I membri del Parlamento chiedono "l'immediata e incondizionata liberazione di tutti i prigionieri politici e di tutti coloro che sono stati arbitrariamente detenuti per aver esercitato i propri diritti fondamentali, compresi i minori, la fine della tortura e dei maltrattamenti e un risarcimento completo per le vittime di tortura".










