È partita la rincorsa verso la maggior riforma economica mai attuata in questo secolo a Cuba, che dà maggior spazio agli investimenti privati, sia interni che esteri e che apre al mercato.

Il primo passo è stato l’esame del pacchetto di 176 riforme presentato la settimana scorsa dal presidente Miguel Díaz-Canel da parte del Plenum del Comitato centrale del Pcc, riunito mercoledì in sessione straordinaria. L’imprimatur è venuto direttamente da un messaggio inviato da Raúl Castro, il quale ha informato di essere stato consultato e di averlo approvato senza riserve. L’ex presidente ha esortato il dirigenti del Pcc a un dibattito aperto, nel quale erano benvenute le critiche se espresse in un ambito costruttivo. Ma ancor più che l’approvazione delle riforme, Castro ha esortato il partito a una loro rapida applicazione, in sintonia e con la partecipazione della popolazione cubana. Il messaggio – siglato da Raúl Castro – è stato mostrato ai membri del Comitato centrale che l’hanno accolto in piedi con un lungo applauso.

L’EX PRESIDENTE, sotto accusa da parte del Dipartimento di giustizia degli Usa, si trova sotto scorta in un luogo sconosciuto e ben protetto per impedire un blitz come quello attuato dalla Delta Force lo scorso 3 gennaio per catturare il presidente venezuelano Maduro.