Ok dal Partito Comunista a un pacchetto di riforme mentre l'isola è alle prese con una grave crisi economica e con la pressione Usa
Il Partito Comunista Cubano (PCC) ha approvato un pacchetto di riforme per un’economia più orientata al mercato. Mentre l’sola è alle prese con una grave crisi economica e con la pressione degli Stati Uniti. «Il Comitato Centrale del Partito approva le nuove proposte per le trasformazioni economiche e sociali», ha annunciato la televisione di stato, dopo che l’organo si è riunito in una sessione plenaria straordinaria per discutere una ventina di proposte. Queste riforme, recentemente presentate dal governo, mirano in particolare ad aprire più settori agli investimenti privati, ad attrarre più capitali dai cubani all’estero e a ridurre le dimensioni dello Stato. Per l’adozione definitiva, devono ancora essere approvate dall’Assemblea Nazionale del Potere Popolare.
L’assemblea si riunirà in una sessione straordinaria giovedì, meno di una settimana dopo l’annuncio delle riforme da parte del presidente Miguel Díaz-Canel. In precedenza, l’influente ex presidente cubano Raúl Castro aveva espresso il suo sostegno a queste proposte volte a rilanciare un’economia in difficoltà da diversi anni e ora soffocata dall’embargo statunitense. Raúl Castro non ricopre più una carica ufficiale, ma, a 95 anni, rimane al centro delle decisioni riguardanti il futuro dell’isola comunista. Ha appoggiato queste riforme in una lettera presentata alla sessione plenaria. Descrivendole come «ciò che è meglio per la rivoluzione in questo momento», secondo la presidenza cubana.










