Pochi leader hanno fatto della critica e dell'insulto personale uno strumento quanto il tycoon, che ha sostituito il linguaggio felpato della diplomazia con offese e attacchi

Pochi leader hanno fatto della critica, spesso dell'insulto personale, uno strumento politico quanto Donald Trump. Dalla campagna elettorale del 2016 fino al suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente statunitense ha spesso sostituito il linguaggio tradizionalmente felpato della diplomazia con soprannomi offensivi, attacchi diretti e commenti sprezzanti rivolti a capi di Stato, primi ministri. Anche i pontefici non sono stati risparmiati. Una strategia che ha alimentato in questi anni tensioni diplomatiche ma che, secondo i suoi sostenitori, fa parte di una forma di comunicazione diretta e senza filtri.

Meloni, solo l'ultima leader nel mirino

L'ultimo scontro, in ordine cronologico, è quello con la premier, Giorgia Meloni. "Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena", ha dichiarato Trump, riferendosi all'incontro avuto con la presidente del Consiglio a margine del G7 di Evian. Parole che hanno provocato una durissima reazione della premier italiana (VIDEO).