di

Marco Bruna

Le parole durissime rivolte dal presidente degli Stati Uniti nei confronti dei suoi alleati (e non solo)

Donald Trump non ha mantenuto la promessa fatta il 9 novembre 2016, durante il «discorso della vittoria», dopo la prima elezione a presidente degli Stati Uniti. «Tratteremo tutti con equità - disse il tycoon -; con tutti, tutte le persone e tutte le altre nazioni, cercheremo un terreno comune, non l'ostilità; la collaborazione, non il conflitto». Molti, già dieci anni fa, erano giustamente scettici. Oggi, dopo l'insulto più recente rivolto a Giorgia Meloni («Mi ha implorato di fare una foto al G7»), siamo in grado di mettere in fila un ampio catalogo di insulti - in alcuni casi degli autentici ceffoni - nei confronti dei leader mondiali. Compresi alcuni che dovrebbero essere «amici» degli Stati Uniti.

Gli attacchi al PapaInsulti durissimi sono stati rivolti dal presidente americano al primo Pontefice statunitense della storia della Chiesa cattolica. Leone XIV, agli occhi di Trump, è colpevole di aver criticato la guerra contro l'Iran e di aver mosso obiezioni contro le politiche migratore del presidente degli Stati Uniti, nei mesi in cui l'Ice seminava terrore nelle città americane. Per questo ha definito il papa «debole contro la criminalità e terribile in politica estera».