«Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi». Lo stringato comunicato del Colle chiude, semmai si fosse veramente aperto, il caso sul Viminale con le voci dei leghisti che chiedevano il ritorno di Salvini all’Interno. Ieri all’ora di pranzo Piantedosi si è recato da Mattarella per un incontro che entrambe le parti hanno definito di semplice routine: un aggiornamento sui lavori in corso e, soprattutto, su quello che verrà fatto da qui alla fine della legislatura. Un modo per dire che non ci sarà alcun rimpasto, governo blindato.

L’ipotesi era stata comunque da subito relegata a fantasia da tutta la maggioranza. Per cercare di superare l’impasse in cui si trova il leader leghista ha provato la strada della «cabina di regia» del partito, di cui ieri ha dato annuncio ufficiale. Sarà composta da diciannove membri, Salvini incluso, e si riunirà per la prima volta lunedì online. Oltre al vicepremier ne faranno parte i quattro governatori leghisti, Massimiliano Fedriga (Friuli), Alberto Stefani (Veneto), Maurizio Fugatti (Trentino) e Attilio Fontana (Lombardia). Poi Luca Zaia, in qualità di «rappresentante dei presidenti dei consigli regionali», e i ministri Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti. Una sola donna: Roberta Cuneo, presidente della provincia di Rieti. «Il tavolo potrà essere integrato in base alle necessità», ha detto Stefano Locatelli, responsabile enti locali della Lega che ha presentato la lista. All’ordine del giorno della prima riunione ci saranno «il Piano casa, sicurezza urbana, il costo della vita, il taglio della burocrazia, l’autonomia e il federalismo, nonché la revisione dei vincoli europei che incidono sulla competitività dei territori» ha detto ancora Locatelli. Praticamente di tutto.