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Ricostruire la fiducia nella pubblica amministrazione ripartendo dalle persone. E dal merito. Il ministro Paolo Zangrillo sceglie Taormina e il festival Taobuk per illustrare il nuovo disegno di legge che introduce il merito nella Pubblica amministrazione e i risultati dell’azione svolta nei tre anni di governo. L’intento è avvicinare alle persone l’architettura dei servizi statali, una macchina imponente alla quale fa capo un organico di 3,4 milioni di unità. “Ho trovato una pubblica amministrazione in rianimazione”, ha commentato, delineando poi il percorso che ha portato all’assunzione di 640.000 persone tra il 2023 e 2025, più della metà con meno di 40 anni, riducendo l’età media da 52 a 48 anni. “Non esistono formule magiche che cambiano tutto in qualche mese – ha detto – ma dopo anni in cui l’attenzione non è stata quella che doveva essere ora i risultati ci danno fiducia”.

Zangrillo ha posto poi l’accento sul tema della semplificazione amministrativa e della formazione del personale: “Non possiamo lasciare ai dipendenti l’adeguamento delle competenze” ha sottolineato, ricordando come si sia passati da un tempo di 6 ore all’anno a 40 e si sia attivato un sistema di hub formativi regionali. L’ultimo inaugurato a Venezia per la Regione: sono luoghi fisici in cui con il contributo del Dipartimento della Funzione Pubblica si eroga formazione sui territori ai dipendenti con la finalità di tener conto delle capacità del territorio e favorire lo sviluppo della formazione customizzata sulle esigenze del territorio in cui insiste l’hub.Zangrillo ha annunciato che mercoledì sarà legge il ddl Merito, per introdurre “uno strumento che consente ai dirigenti di misurare le performance dei dipendenti pubblici”. “La Corte dei Conti – ha ricordato - mi scrisse dicendo che nelle valutazioni delle performance il 98% dei dipendenti pubblici era valutato come eccellente. Puntare al merito ci consente di stare vicini alle persone, non cercando i più bravi ma mappando il potenziale delle persone, premiando quelli bravi e andando in soccorso di chi ha difficoltà”. “Significa – ha detto - aver capacità di raccontare dove il sistema ha funzionato e dove no. Un sistema per il quale il dirigente deve essere preparato. Viviamo in organizzazioni complesse, in cui è necessario fare squadra, dialogare, creare team ad alta performance. Per la prima volta nella storia diamo ai dirigenti la possibilità di fare il loro mestiere, che è gestire le persone”.