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Claudia Voltattorni

Il ministro per la Pa: «I dipendenti? Civil servant, vorrei riportare il giuramento di fedeltà»

Quando parla dei dipendenti pubblici, il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo li definisce «le nostre persone». Ed è da qui che è partito quando ha pensato al disegno di legge Merito nella Pa, per valutare la performance di dirigenti pubblici e non, e favorire lo sviluppo di carriera. Dopo il via libera della Camera, il provvedimento oggi arriva in Aula al Senato e potrebbe ottenere l’ok definitivo entro una settimana con l’avvio della riforma dal primo gennaio 2027. «Abbiamo già pronti i decreti attuativi», sorride Zangrillo.

Ministro, non c’era già il merito nella Pubblica amministrazione?«In realtà è un tema molto sentito dalle persone, ma non ci sono delle convergenze facili per parlare di merito nella Pubblica amministrazione, anche perché se guardiamo la valutazione dello scorso anno, il 99% dei dipendenti pubblici — parliamo di oltre 3 milioni di persone — è stato giudicato eccellente: ma se chi ha lavorato bene viene valutato come chi è stato meno virtuoso, il merito sparisce e aumenta invece il rischio che le persone siano meno stimolate a migliorare».