Il primo giro di boa è praticamente concluso. Domani la Camera, salvo imprevisti, darà luce verde al disegno di legge sul merito nella Pubblica amministrazione. Poi toccherà al Senato, ma il passaggio dovrebbe essere rapido. La riforma, fortemente voluta dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, è pronta ad entrare in vigore già dalla prossima primavera.

Quella che promette è una vera rivoluzione all'interno delle amministrazioni. La sintesi delle intenzioni è abbastanza semplice quanto dirompente: premiare non tutti i dipendenti, ma solo quelli davvero più bravi e permettere a chi entra nella Pubblica amministrazione tramite un concorso, di poter poi fare carriera diventando dirigente, se lo merita, senza la necessità di dover ripassare tra le Foche Caudine di una nuova selezione pubblica, ma ottenendo la promozione "sul campo" dal suo diretto superiore.

Due concetti che nel privato sono considerati come dei postulati, ma che nel pubblico, nonostante innumerevoli tentativi nel tempo, non sono mai riusciti ad attecchire. La stessa Corte dei Conti nelle sue relazioni, continua a ricordare come ancora oggi nove dipendenti su dieci ricevevano alla fine dell'anno il massimo dei voti.