Le prime indiscrezioni e le prime bozze sulla manovra, avevano lasciato i dipendenti pubblici con l’amaro in bocca. Poi ieri, dal Dpb, il Documento programmatico di Bilancio inviato dal governo alla Commissione europea, è arrivata una sorpresa. Una novità importante. Dopo anni di richieste da parte dei sindacati, anche i lavoratori pubblici potranno godere di una defiscalizzazione del salario accessorio. Vale a dire dei premi e dei bonus riconosciuti dalle amministrazioni di appartenenza. Per anni questo “privilegio” è stato riservato solo ai dipendenti del settore privato Non a tutti, a quelli con una retribuzione massima di 80 mila euro. Per loro i premi di produttività pagati dalle aziende e riconosciuti grazie alla contrattazione decentrata, sono stati tassati al 10 o al 5 per cento. Quella dei dipendenti pubblici, insomma, è sempre sembrata una esclusione ingiusta. Che adesso sarà invece superata. Nel documento inviato a Bruxelles è scritto che nella manovra che dovrebbe essere approvata oggi in consiglio dei ministri, «si prevede una misura di agevolazione fiscale del trattamento accessorio». Le bozze della norma rimbalzate ieri tra i vari ministeri, in attesa di una scrittura definitiva, introdurrebbero una “cedolare secca” sui trattamenti accessori del 10 per cento. Significa che invece di essere tassate all’aliquota marginale Ipef, i bonus e i premi di risultato, sconterebbero una tassazione più favorevole con un’aliquota fissa, appunto, del 10 per cento. Rimarrebbero però escluse alcune voci del salario accessorio, come per esempio gli straordinari o le varie indennità presenti nelle buste paga. E inoltre, sempre per una questione di contenimento della spesa, sarebbe introdotto una soglia di retribuzione per poter beneficiare di questa agevolazione più bassa di quella dei dipendenti privati. Si parla di un tetto di stipendio tra i 60 mila e i 80 mila euro annui lordi (probabilmente l’asticella potrebbe fermarsi a 70 mila euro, che sta diventando una sorta di reddito spartiacque per molte delle agevolazioni fiscali del governo). Esce invece dal menù della manovra il Fondo perequativo per i Comuni. Ma i dipendenti potranno contare sul fatto che il governo ha sbloccato i fondi del salario accessorio, su cui adesso ci sarà la detassazione. Sul tavolo restano un paio di problemi. Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, si sta spendendo moltissimo per introdurre il merito all’interno della macchina burocratica. In Parlamento è in discussione un apposito disegno di legge fortemente voluto dallo stesso Zangrillo.