Arrivano gli aumenti per i dipendenti delle Funzioni locali e cala lo spread delle retribuzioni nella Pa. Ridurre il divario che separa le buste paga dei comunali da quelle dei ministeriali, storicamente più alte rispetto a quelle dei colleghi che lavorano in “periferia”, è una delle priorità del ministero della Pubblica Amministrazione guidato da Paolo Zangrillo, anche perché questo gap ha portato a un'ondata di dimissioni – secondo i dati dell'Ifel tra il 2017 e il 2023 le uscite dagli organici comunali dettate da motivi diversi dal pensionamento sono passati da 11mila a 16mila l'anno – e al progressivo svuotamento degli uffici degli enti locali.
A far scattare gli aumenti per oltre 400mila funzionari locali sarà la firma del Ccnl 2022-2024 del comparto, prevista per oggi all’Aran. In media gli stipendi faranno uno scatto in avanti di 140 euro lordi al mese (a cui si sommano 2.300 euro di arretrati in media).
Ma nel contratto che verrà sottoscritto oggi in via definitiva sono presenti anche novità che vanno oltre la parte economica e che puntano a migliorare la conciliazione tra vita e lavoro: dalla settimana lavorativa di 4 giorni (ma sempre di 36 ore) alle nuove norme sullo smart working (ai dipendenti caregiver e a quelli con particolari esigenze di salute potranno essere concessi, tramite la contrattazione integrativa, più giorni di lavoro da remoto). Con questo rinnovo si accorcia dunque la distanza accumulata negli ultimi vent’anni tra le retribuzioni medie dei dipendenti delle amministrazioni centrali e quelle dei loro colleghi degli enti territoriali.







