Stop agli aumenti indiscriminati delle retribuzioni dei dirigenti pubblici. Il governo adesso frena: con una circolare che verrà emanata nei prossimi giorni, il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, è pronto a congelare gli effetti della sentenza con cui la Corte Costituzionale, a luglio, ha alzato a oltre 311 mila euro il limite dei compensi per i top manager del settore pubblico. Palazzo Vidoni neutralizzerà la pronuncia della Consulta nell’attesa che un decreto dell’esecutivo stabilisca i nuovi criteri per le retribuzioni dei grand commis dello Stato. Criteri che, probabilmente, saranno fissati per fasce.
Gli unici a beneficiare del nuovo limite retributivo saranno le figure apicali della Pubblica amministrazione che non hanno un contratto, ma lo stipendio direttamente parametrato a quello del primo presidente della Corte di Cassazione, pari appunto a 311 mila euro: è il caso, per esempio, del Capo della Polizia e di quello della Guardia di Finanza.
Nella bozza di circolare si chiariscono ulteriori aspetti: il tetto sarà di 311 mila euro e non di 360 mila euro come aveva sostenuto qualcuno all’indomani della sentenza. «Le amministrazioni devono considerare quale nuovo tetto retributivo quello di 311.658 euro», si legge nel testo.







