Almeno sette persone sono morte in Italia a seguito dell’uso del Taser da parte delle forze di polizia: si chiamavano Elton Bani, Gianpaolo Demartis, Riccardo Zappone, Carlo Lattanzio Simone di Gregorio, Claudio Citro, Anthony Ihaza Ehogonoh. Quattro in soli due mesi, nel 2025. «Presentata come una soluzione per aumentare la sicurezza e ridurre i danni, si sta rivelando un pericoloso equivoco interpretativo», denuncia l’associazione Antigone nel nuovo rapporto “Taser in Italia”.

La pistola a impulsi elettrici è stata introdotta nelle dotazioni della Polizia di Stato, Guardia di finanza e Carabinieri nel 2022 come alternativa all’arma da fuoco, «finendo per colpire nella maggior parte dei casi soggetti che oppongono una resistenza non armata o che si trovano in stato di vulnerabilità psichica», scrive l’associazione, sottolineando come la narrazione pubblica abbia minimizzato i rischi per la salute.

Il Taser interferisce con il sistema nervoso, arrivando a immobilizzare i muscoli: così la persona, colpita dai dardi, rimane paralizzata per alcuni secondi. Per Antigone la deriva è preoccupante. Il ricorso alla pistola a impulsi elettrici è aumentato progressivamente: tra marzo 2022 e febbraio 2026, la Polizia di Stato ha sparato per 1.091 volte. Un dato ottenuto dal Dipartimento di pubblica sicurezza con accesso agli atti da Altreconomia.