L'uso introdotto durante il governo Draghi. L'esplosione dei dardi passata dal 40% al 70%: il report di Antigone
Da strumento accessorio nella gestione dell’ordine pubblico a complemento quasi indispensabile, sebbene le conseguenze per chi subisce l’esplosione dei dardi elettrici siano ancora poco chiari Il taser, la pistola che “spara” dardi elettrici è tra gli strumenti in uso delle forze di polizia statali dal 14 marzo 2022 – governo Draghi – prima in 18 città e quindi su tutto il territorio nazionale. Ma nel corso di quattro anni l’uso effettivo, e non la semplice minaccia di usarlo, è arrivato a più di 1000 casi, con un’incidenza che partiva dal 40% e nel 2025 era già al 70%.
L’associazione Antigone, che ha presentato i risultati alla Camera assieme al segretario di +Europa Riccardo Magi e al responsabile sicurezza del Pd, Matteo Mauri, ha provato a fare alcuni conti. Ed effettivamente i numeri sono impressionanti.
I dati sull’uso del Taser
Come si legge nel report, «la quota di interventi che si conclude con l’esplosione effettiva dei dardi è passata dal 40% del 2022 a circa il 70% nel 2025». Tra marzo 2022 e febbraio 2026, la Polizia di Stato ha sparato i dardi per 1.091 volte. Quali sono le effettive conseguenze per la salute di chi subisce lo sparo non è ancora acclarato con certezza.









