L’idea del generale sul lavoro dei giovanissimi pone una riflessione sul nome del suo partito. Più che Futuro nazionale, guarda al peggio di ciò che eravamoDomenica scorsa, dal palco dell’assemblea costituente di Futuro nazionale, Roberto Vannacci ha annunciato una proposta politica che non ha destato né troppa attenzione né il giusto sdegno, ma che connota il suo movimento molto di più di tante altre sparate. Ha detto che la prima battaglia del suo progetto sarà «riportare il libretto di lavoro a 14 anni» e ha aggiunto, come per rassicurare la platea troppo indulgente, che sarebbe una possibilità per chi vuole, un lavoretto estivo, «come camerierePer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Christian RaimoScrittore e traduttore. Ha collaborato con diverse riviste letterarie (Liberatura, Elliot-narrazioni, Accattone, Il maleppeggio), quotidiani (il manifesto, Liberazione (quotidiano)) e con la casa editrice romana Minimum fax. Con la stessa casa editrice ha pubblicato, nel 2001, la sua raccolta di racconti di esordio, Latte. Il suo primo romanzo, Il peso della grazia, è uscito nel 2012 per Einaudi.