L’Italia è in linea con il 92% dei target nazionali di digitalizzazione fissati per raggiungere gli obiettivi UE per il 2030, grazie anche a 33,95 miliardi di euro già investiti (54% del budget stanziato nella roadmap strategica nazionale). Ma il quadro che emerge è quello di un Paese a due velocità.Sul fronte delle infrastrutture, per esempio, l’Italia si colloca ai vertici europei: copertura 5G quasi totale (99,82% della popolazione) e adozione del Cloud da parte delle PMI al 68,1%, oltre venti punti sopra la media UE.A questi primati, però, non corrisponde un analogo sviluppo nelle applicazioni a più alto valore aggiunto: solo il 5,9% delle imprese manifatturiere utilizza l’intelligenza artificiale per l’automazione o la robotica industriale, segno di un potenziale ancora largamente inespresso proprio nei settori chiave dell’economia produttiva.A frenare questa transizione sono soprattutto la carenza di competenze digitali – gli specialisti ICT sono appena il 3,8% della forza lavoro – e una maturità digitale aziendale ancora acerba, con solo il 7,34% delle PMI che raggiunge un livello di digitalizzazione molto alto.Sono alcune delle evidenze contenute nella scheda di dettaglio dedicata all’Italia nell’ambito della quarta relazione sullo Stato del decennio digitale, lo strumento con cui la Commissione Europea monitora i progressi degli Stati membri verso i target 2030. A questo link trovate l’articolo completo sui numeri e le tendenze relative all’intera Europa, mentre di seguito approfondiamo unicamente la scheda Paese relativa all’Italia.Indice degli argomenti