L’Unione Europea ha compiuto notevoli progressi in alcuni aspetti chiave della digitalizzazione: l’adozione dell’AI tra le imprese dell’Unione registra un balzo del 48% su base annua e la copertura 5G sfiora ormai la totalità della popolazione, ma la strada verso la sovranità tecnologica resta in salita.È quanto emerge dalla relazione 2026, la quarta, sullo “Stato del decennio digitale”, pubblicata dalla Commissione Europea. Il documento – con cui la Commissione monitora i progressi verso gli obiettivi fissati per il 2030 – evidenzia che sebbene le fondamenta infrastrutturali dell’UE siano solide, persistono lacune strutturali critiche nelle tecnologie di base, nella capacità di calcolo e nelle competenze avanzate, con le PMI che ancora faticano a scalare le soluzioni digitali.Particolarmente critica è la posizione per quanto riguarda i semiconduttori, ambito in cui la quota di mercato globale dell’UE è bloccata al 9%. Persiste poi il nodo degli specialisti informatici, la cui disponibilità non supera il 5% dell’occupazione totale.Numeri che fotografano una rincorsa affannosa verso gli obiettivi fissati per il 2030 e che sottolineano l’urgenza di rafforzare la filiera tecnologica europea, in un momento particolarmente delicato per l’UE.Circa la metà dei fondi pubblici previsti dalle tabelle di marcia nazionali, strettamente legati ai piani europei di adozione del Next Generation EU, come il nostro PNRR, è infatti destinata a scadere entro la fine del 2026. Una scadenza che rischia di interrompere i progressi avviati e di innescare un pericoloso stallo negli investimenti industriali proprio nella fase cruciale della transizione.Indice degli argomenti