Il porto di Palermo, guidato dalla presidente Annalisa Tardino, è all’avanguardia europea nello sviluppo di un progetto per l’utilizzo dei droni al servizio delle banchine. L’iter, in evoluzione, mira a dotare lo scalo di uno strumento versatile, che potrà essere utilizzato in vari campi, dal monitoraggio della sicurezza (assieme all’Autorità di sistema portuale è coinvolta anche la Capitaneria di porto) ai servizi tecnico nautici, fino alle forniture sanitarie di emergenza. Come nasce il progetto? «Nasce – risponde la presidente dell’Authority – dalla consapevolezza dell’importanza dello sviluppo tecnologico negli enti pubblici e si inserisce nelle priorità della nuova strategia europea sui porti. È fondamentale essere presenti ai tavoli europei e dare rilevanza ai nostri territori. È frutto anche dell’incontro con una startup italiana (StradaAi, ndr) specializzata nella digitalizzazione degli spazi aerei e nell’efficientamento tramite droni. Gli ultimi sviluppi geopolitici mostrano quanto sia importante questa tecnologia. Con loro abbiamo firmato un protocollo d’intesa, già circa un mese fa sebbene il lavoro vada avanti dai primi mesi del mio insediamento. Stiamo lavorando per fare che Palermo sia il primo porto europeo a richiedere formalmente l’attivazione dello U-Space, cioè la digitalizzazione dello spazio aereo sopra l’area portuale (come definito dall’Unione europea per il volo in sicurezza dei droni: U sta per unmanned, senza guida umana a bordo, ndr)». CONTINUA A LEGGERE QUI L’ARTICOLO
Tardino: “Droni per la sicurezza nei porti, Palermo punta al primato europeo”
La presidente dell'Authority della Sicilia occidentale: "Collaboriamo con Capitaneria e università, serve un quadro regolatorio nazionale"











