Sicurezza delle infrastrutture, difesa cibernetica, innovazione tecnologica e revisione delle regole che governano i porti italiani. Matteo Paroli, presidente dell’autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale sfrutta la platea di “Deportibus”, il festival di Ravenna dedicato a portualità, logistica e Blue Economy, per riflettere su uno scenario geopolitico internazionale completamente cambiato, che espone sempre più i porti commerciali a rischi fino a pochi anni fa impensabili. Nasce da qui la necessità di rivedere metodi e sistemi di protezione di aree marittime che non possono più essere la sola superficie, ma devono prendere in considerazione anche i fondali.

Sono le premesse che portano Paroli a illustrare il progetto sperimentale avviato nei porti di Genova e Savona per il monitoraggio delle aree portuali attraverso sistemi di controllo superficiale e subacqueo che prevede l’utilizzo di droni attivi e passivi con tecnologia elettroacustica capaci di rilevare intrusioni, discriminando anomalie e movimenti sospetti dal normale rumore prodotto dal traffico navale.

Quanto alla cybersicurezza, richiamando i dati dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che riportano nel solo biennio ‘23-‘25 un incremento del 70% degli attacchi alle infrastrutture informatiche portuali nazionali, Paroli sottolinea la centralità di figure dedicate a fronteggiare queste emergenze.