Quante volte, di fronte a una donna nervosa, triste o semplicemente stanca, qualcuno ha pensato — o detto — «Sarà il ciclo. Saranno gli ormoni»? Sul web esiste ormai da un po’ una vera e propria ossessione collettiva per gli ormoni. Un post su tre, sui social, parla di come le fluttuazioni ormonali influenzino l’umore, il corpo, la produttività delle donne. Insomma se ciò che circola online è vero, allora gli ormoni sono un vero incubo: padroni assoluti di pensieri ed emozioni femminili. Una condizione biologica che rende la donna meno affidabile, forte, stabile. Un pensiero davvero così nuovo? Non sembra già sentito?

Il corpo femminile è abituato ad essere strumentalizzato

Punto fermo: è innegabile che gli ormoni abbiano un impatto reale su umore e salute. Ma, come racconta bene un’inchiesta di Dazed, questi processi sono molto più complessi di così. Il rischio di lasciarsi trasportare da TikTok? Consegnare alla scienza un copione antico, che sminuisce il dolore femminile e finisce per strumentalizzarne il comportamento. Gli ormoni non sono certo un’invenzione dei social. Estrogeni e progesterone, “registi” del ciclo mestruale, agiscono davvero su cervello, metabolismo ed emozioni.

Ma gran parte di quello che gira online — dal cycle-syncing (sincronizzare allenamenti e alimentazione con le fasi del ciclo mestruale) a chi consiglia di abbandonare la pillola anticoncezionale in nome di un presunto ritorno al “naturale” – è, per usare le parole della dottoressa Jan Toledano, specialista in ormoni femminili e fondatrice della London Hormone Clinic, poco più di un «trucco di marketing».