di
Antonella Sparvoli
È la risposta individuale alle variazioni ormonali. Provoca sintomi fisici (dolore, mammario, gonfiore addominale, cefalea) e psicologici (ansia, tristezza, difficoltà di concentrazione)
Per anni la sindrome premestruale è stata liquidata come un fastidio inevitabile. In realtà, si tratta di una condizione ben definita molto comune che può incidere in modo significativo sulla qualità della vita.
A che cosa è dovuta?«La sindrome premestruale è legata alle variazioni ormonali della fase luteale del ciclo mestruale, cioè i giorni che precedono la mestruazione — spiega la professoressa Rossella Nappi, ordinaria di Ginecologia e ostetricia all’Università di Pavia presso l’Irccs Policlinico San Matteo —. Non dipende da un semplice “eccesso” o “difetto” di ormoni, ma dalla risposta individuale dell’organismo alle normali fluttuazioni di estrogeni e progesterone. Tali oscillazioni ormonali influenzano diversi sistemi neurochimici, in particolare i circuiti della serotonina e del Gaba (acido gamma-amminobutirrico), con effetti sull’umore, sull’appetito e sulla percezione del dolore. In alcune donne questa sensibilità è più marcata e si traduce in una costellazione di disturbi particolarmente invalidanti che connotano il cosiddetto disturbo disforico premestruale».







