Ergastolo per Mario Moretti e Renato Curcio, 21 anni di reclusione per Lauro Azzolini. Sono le richieste formulate dal pubblico ministero Emilio Gatti, insieme al collega Ciro Santaniello, davanti alla Corte d’Assise di Alessandria nel processo per la sparatoria alla Cascina Spiotta del 5 giugno 1975, costata la vita all’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso.
Per i due storici capi delle Brigate Rosse, imputati per concorso morale nell’omicidio, la procura ha chiesto il massimo della pena. Per Azzolini, accusato di omicidio volontario, la richiesta è invece di 21 anni di carcere, sulla base dell’equivalenza tra attenuanti e aggravanti. Nello scontro a fuoco avvenuto ad Arzello di Melazzo, nell’Acquese, morì anche la brigatista Mara Cagol. La requisitoria è stata pronunciata questa mattina, venerdì 19 giugno, nell’aula della Corte d’Assise di Alessandria, dove il procedimento è approdato per competenza territoriale. La riapertura delle indagini sulla morte di D’Alfonso era stata ottenuta dal figlio della vittima Bruno D’Alfonso, assistito dall’avvocato Sergio Favretto, attraverso un esposto presentato alla Direzione distrettuale antimafia di Torino.
L’udienza proseguirà con gli interventi delle parti civili. Oltre a Bruno D’Alfonso, si sono costituiti anche la madre e le sorelle del carabiniere ucciso. Il 23 giugno sarà la volta delle difese dei tre imputati. La sentenza è attesa il 7 luglio.










