FRIULI - Il terremoto del Friuli del 1978 entra nelle tracce della maturità 2026. Tra gli 8 quesiti proposti, a distanza di 50 anni dall'accaduto, anche il sisma friulano è entrato a far parte dell'esame di Stato per i licei scientifici. Il quesito era un problema della prova di matematica della maturità sulle due scosse di terremoto che colpirono la zona nord di Udine nel maggio e settembre del 1976.
«Leggevo la notizia e ringrazio dell'inserimento dell'argomento» nella prova di maturità - ha detto il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga - «perché il terremoto del Friuli è un pezzo di storia importante, un dramma del Paese, e un successo della nostra comunità che ha avuto una reazione straordinaria. Quindi se si racconta, penso che si faccia una grande opera informativa verso i nostri ragazzi e le nostre ragazze». Ingv: «Da quella tragedia nacque una nuova consapevolezza» «Trovo molto positiva la scelta di proporre agli studenti una riflessione sul terremoto del Friuli del 1976». Lo ha detto all’Adnkronos Fabio Florindo, presidente dell’Ingv, l’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Quest'anno, ha aggiunto, ricorrono i cinquant’anni da «uno degli eventi sismici più importanti della storia recente del nostro Paese, non solo per le sue conseguenze drammatiche, ma anche per l’eredità che ha lasciato all’Italia». Per il presidente dell’Ingv la scelta del ministero ha «un importante valore educativo perché aiuta i ragazzi a collegare la memoria di un evento storico ai temi, oggi più che mai attuali, della sicurezza, della prevenzione e della responsabilità collettiva». Una consapevolezza che va al di là del quesito matematico. «Da quella tragedia nacque una nuova consapevolezza del rischio sismico e prese forma un modello di gestione dell’emergenza e della ricostruzione che avrebbe poi contribuito alla nascita e allo sviluppo della moderna Protezione Civile», ha ricordato Florindo, sottolineando che l’Italia ''è un Paese sismico e dobbiamo convivere con questa realtà, sapendo che non possiamo impedire i terremoti, ma possiamo ridurne significativamente gli effetti attraverso edifici più sicuri, una maggiore consapevolezza dei cittadini e una costante attenzione al rischio», ha concluso.











