Roma, 19 giu. (askanews) – Alcune filiere agricole fortemente identitarie come quella del grano duro del riso, la suinicoltura e l’olivicoltura sono sotto pressione e, trattandosi di filiere chiave del made in Italy, è necessario prendere delle “misure risolutive non più rinviabili” e non solo con interventi pubblici di politica agricola, ma anche con intese di filiera tra operatori. A sottolinearlo è la Giunta esecutiva di Confagricoltura, riunita a Palazzo della Valle per fare una analisi dei comparti-chiave del sistema agricolo e per elaborare delle proposte concrete da presentare alle istituzioni. La situazione, si spiega, è insostenibile per le imprese agricole che affrontano un incremento medio dei costi, legato alla situazione internazionale peggiorata negli ultimi tempi.
Tra le filiere più in crisi c’è quella, fondamentale, del grano duro, le cui quotazioni negli ultimi anni si sono dimezzate. Alla Commissione Unica Nazionale, il prezzo medio si è ridotto costantemente, tanto che quello del frumento duro “fino” destinato alla produzione di semola di qualità, è sceso di quasi il 50% rispetto a quattro campagne fa. Altissimo l’allerta sul riso. Il prezzo del risone è crollato repentinamente nell’ultima campagna. Le principali varietà da risotto – Carnaroli, Arborio e Volano – nel mese corrente registrano una flessione ormai superiore al 33% su base annua; con il Vialone Nano a giugno quotato il 60% in meno rispetto al 2025.








