Roma, 15 giu. (askanews) – “La crisi che sta stringendo d’assedio le nostre aziende agricole ha raggiunto livelli di guardia non più sostenibili. Non posso nascondere la mia più profonda preoccupazione per un trend che rischia di compromettere irreparabilmente il futuro della risicoltura italiana”. Con queste parole la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, lanciare un allarme sulla situazione del comparto risicolo, segnata da listini in picchiata nelle principali Borse merci di Vercelli, Novara e Mortara.

Il crollo dei prezzi del riso sta colpendo indistintamente tutto il settore: dalle eccellenze storiche come Carnaroli e Vialone Nano, fino ai risoni del gruppo Lungo B, schiacciati dalla concorrenza asiatica. Una svalutazione resa ancora più insostenibile dal rincaro superiore al 50% dei costi di produzione che costringe i produttori a lavorare sotto costo.

“Se il riso smette di essere remunerativo, gli agricoltori saranno costretti a fare scelte drastiche, virando su colture alternative come mais o soia. Ma perdere migliaia di ettari di risaia significa indebolire un indotto economico d’eccellenza, fatto di meccanica specializzata e ricerca agronomica, e smantellare il delicato equilibrio idrogeologico e la biodiversità della Pianura Padana. È un lusso che il Paese non può assolutamente permettersi”.