Il 16 giugno Alberto Stasi è stato ripreso dalle telecamere di Quarto Grado mentre raggiungeva a piedi il luogo di lavoro in centro a Milano. Condannato per il delitto di Garlasco, il tribunale di sorveglianza di Milano lo ha scarcerato concedendogli l’affidamento in prova ai servizi sociali. Tra le regole da rispettare deve rientrare a casa entro le 23.

Stasi fuori dal carcere

Le motivazioni dell'affidamento in prova e le regole da rispettare

La richiesta di revisione di Stasi

Stasi fuori dal carcereQuarto Grado ha mandato in onda un servizio in cui ha ripreso le prime immagini di Alberto Stasi fuori dal carcere di Bollate.L’uomo, il 16 giugno intorno alle 9 di mattina, è andato al lavoro a piedi indossando pantaloni e occhiali scuri e una t-shirt chiara.ANSAIl 13 giugno il tribunale di sorveglianza di Milano gli ha concesso l’affidamento in prova che stabilisce che non deve più tornare nell’istituto penitenziario di Bollate dove ha trascorso dieci anni dopo la sentenza definitiva di condanna per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco.Le motivazioni dell’affidamento in prova e le regole da rispettareIl tribunale di sorveglianza di Milano ha fatto sapere che ritiene che “il percorso positivo compiuto in carcere e in semilibertà e le conclusioni della osservazione carceraria dimostrino la sussistenza dei presupposti per la concessione della misura alternativa richiesta”.Stasi avrebbe preso in affitto un piccolo appartamento in una cittadina nell’hinterland di Milano e ogni mattina raggiungerebbe il luogo di lavoro.Stasi non dovrà svolgere attività di volontariato perché ha già un lavoro che gli permette di pagare, seppure in piccole rate, il risarcimento alla famiglia Poggi.Dovrà però attenersi ad alcune regole, ovvero rientrare a casa entro le 23, non uscire prima delle 6.30 del mattino e non oltrepassare i confini della Lombardia.La richiesta di revisione di StasiIntanto Alberto Stasi, che si è sempre professato innocente, ha detto ai giudici che sta preparando con i legali la richiesta di revisione del processo.L’ex bocconiano e contabile ha fatto riferimento al lavoro della sua difesa – da lui condiviso con lo studio in prima persona degli atti della nuova inchiesta pavese – per arrivare a depositare l’istanza alla Corte d’Appello di Brescia, con cui punta a spazzare via la condanna del 2015 per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi.Riguardi alla revisione, Stasi ha spiegato che i suoi difensori, i legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis, si stanno dando da fare per aiutarlo.