A settantanove anni Lídia Jorge ha ricevuto il Premio di Stato austriaco per la letteratura europea. Dagli anni passati come insegnante nei licei fino alle più alte onorificenze della Repubblica portoghese, la parabola di una donna che ha fatto della letteratura la sua missione

C’è un legame profondo che unisce le stanze affacciate sull’Oceano Atlantico nel sud del Portogallo, dove scrive e lavora Lídia Jorge, alle grandi capitali della cultura europea. È il miracolo della sua scrittura: storie nate in piccoli villaggi portoghesi o tra i drammi della guerra in Africa che, grazie alla loro forza, sono riuscite a superare i confini, a essere tradotte e a conquistare il cuore del continente. Oggi quel legame è diventato ancora più stretto: la straordinaria autrice portoghese, settantanove anni portati con l’eleganza di chi ha attraversato le tempeste del Novecento, è la nuova vincitrice del Premio di Stato austriaco per la letteratura europea per il 2026.

Lídia Jorge vince il Premio di Stato austriaco

Dal 1965, questo premio va a toccare il cuore della produzione artistica di un autore che abbia saputo scuotere le coscienze a livello internazionale. C’è solo una condizione, quasi un rito di passaggio: le opere devono respirare anche in lingua tedesca. E Lídia Jorge, in Germania e in Austria, è da tempo di casa. La giuria di esperti non ha avuto dubbi: la sua è una delle voci più potenti, capaci di trasformare la critica al colonialismo, la discriminazione contro le donne e la povertà in pura e vibrante letteratura. Il prossimo 27 luglio, nella magica e scintillante cornice del Festival di Salisburgo, il vicecancelliere e ministro della cultura austriaco Andreas Babler le consegnerà il premio.