Una terza condanna chiude il cerchio su un tentato omicidio a Villarosa di nove anni fa. Quello che la sera del 2 dicembre del 2017 ha avuto per obiettivo il cinquantaduenne Maurizio Cappa, ferito - in quella spedizione punitiva scatta in casa sua - da più fendenti che non hanno raggiunto parti vitali.L’ultimo anello della catena di tre presunti aggressori tutti imparentati tra loro – altri due sono stati condannati in precedenza, mentre un quarto imputato è assolto - è il villarosano Calogero Paternò. La corte d’Appello di Caltanissetta, ribaltando il verdetto di primo grado da cui ne era uscito assolto, con il riconoscimento del parziale vizio di mente lo ha condannato adesso a 4 anni e 8 mesi di carcere, già al netto dello sconto di un terzo sulla pena per via del rito abbreviato. Ma non è tutto.Sì, perché dovrà anche risarcire la parte civile, lo stesso Cappa (assistita in tutti i procedimenti fin qui celebrati dall’avvocato Donatella Baglio Pantano) secondo l’entità che verrà poi stabilita in un procedimento dedicato. Per tutta la durata della pena, peraltro, l’imputato è stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici.Questo il verdetto emesso dalla prima sezione della corte d’Appello di Caltanissetta, presieduta da Roberta Serio (consiglieri Fabio Pilato e Andrea Gilotta) che motiverà entro i prossimi novanta giorni.Già in precedenza, per questo tentato omicidio, sono stati condannati Andrea Angelo e Alberto Paternò – con pene che oscillavano da 5 anni e 4 mesi a 8 anni oltre a provvisionale e danni – mentre un quarto, Angelo Paternò, è stato assolto nel giudizio con rito ordinario.L’assalto a mano armata di coltello è scattato una sera d’inizio dicembre di nove anni fa. Sullo sfondo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, motivi sentimentali per una relazione con una donna, mentre lo stesso Cappa si trovava in carcere per altro.Il commando, quella sera, avrebbe staccato il contatore della luce in casa del bersaglio dell’agguato. Sarebbe stato l’escamotage per attirarlo in trappola, peraltro alla presenza dei suoi figli a quel tempo minorenni. È stato raggiunto da alcune coltellate all’addome. Ma, seppur ferito e sanguinante, è poi riuscito a cavarsela con una ventina di giorni per la guarigione.Da quella spedizione punitiva, per differenti scelte processuali, sono poi derivati quattro procedimenti per tentato omicidio a carico dei Paternò. Uno solo di loro, Angelo, è stato assolto. Gli altri no. L’ultima condanna, in ordine di tempo, è arrivata adesso per Alberto Paternò.«È stata una vicenda giudiziaria lunga e complessa sotto il profilo difensivo – è l’analisi dell’avvocato Donatella Baglio Pantano non nascondendo la propria soddisfazione per l’esito del giudizio – e che si è risolta con un verdetto importante per la parte civile che ha creduto da sempre in una giustizia efficace e presente».Fin qui, i quattro procedimenti conclusi per la fallita imboscata. Ma poi sarebbe saltato fuori un quinto che si autoaccuserebbe di quell’assalto. Ma questo è un altro capitolo.
Tentato omicidio Cappa a Villarosa, in appello sentenza ribaltata: c'è la terza condanna
Una terza condanna chiude il cerchio su un tentato omicidio a Villarosa di nove anni fa. Quello che la sera del 2 dicembre del 2017 ha avuto per obiettivo il cinquantaduenne...












