Un verdetto radicalmente riformulato nel secondo grado di giudizio ricalibra la sanzione detentiva per un fatto di sangue che ha scosso profondamente la comunità agrigentina. La Corte d'Assise d'appello di Palermo, presieduta da Sergio Gulotta con a latere Pietro Pellegrino, ha rideterminato la pena a carico di Giovanni Ferrera, il pensionato sessantanovenne di Cattolica Eraclea. L'uomo, riconosciuto colpevole dell'omicidio del muratore cinquantenne Carmelo Contarini, dovrà scontare 9 anni e 5 mesi di reclusione, rispetto ai 14 anni e 2 mesi che gli erano stati inflitti in primo grado.
La sensibile riduzione della condanna non è legata a una diversa valutazione della colpevolezza dell'imputato, bensì a una precisa dinamica di natura processuale. I giudici della Corte palermitana hanno infatti disposto lo sconto di pena in seguito all’accoglimento del rito abbreviato condizionato, una misura richiesta dai legali della difesa che non era stata concessa nel precedente grado di giudizio del Tribunale agrigentino.
Il movente: una lite finita nel sangue
La tragedia risale al tardo pomeriggio del 27 dicembre 2022, quando le strade di Cattolica Eraclea si trasformarono nella scena di un crimine brutale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e confermato dalle risultanze processuali, il delitto avvenne al culmine di una violenta discussione scoppiata per futili motivi legati all'attività professionale della vittima.






