“Non senza ragione, dunque, Platone ritenne che la musica fosse necessaria all'uomo di Stato, che chiama politikós”. Il brano di Quintiliano scelto per la versione di maturità mette al centro di ogni sapere la musica, compendio di armonia, matematica e filosofia. Il passo proposto è tratto dalla Institutio Oratoria, un’opera in 12 libri che costituisce fondamentalmente un insegnamento empirico dedicato a chi vuole apprendere l’arte della retorica.Chi era QuintilianoMarco Fabio Quintiliano, nato a Calahorra (allora Calagurris), nella Spagna tarragonese, in quella che oggi è la Rioja, visse nel I secolo dopo Cristo. Figlio di un maestro di retorica, si recò a Roma per seguire studi letterari e a Roma più tardi esercitò la professione di avvocato e insegnò retorica, con grande successo in entrambi gli ambiti. Vespasiano lo nominò professore di eloquenza e sotto Domiziano ebbe il consolato. Lasciato l’insegnamento, si dedicò alla stesura della sua opera, seguendo le orme di Cicerone: i suoi testi costituiscono la base dottrinale di Quintiliano, che integra la componente teorica dei grandi maestri greci e latini con la sua esperienza professionale e didattica. E nel testo proposto per la maturità, lo scrittore si rifà a tutti i grandi modelli del passato per illustrare l’importanza della musica.L’armonia, fondamento dell’universoNel paragrafo che precede il testo da tradurre Quintiliano propone la visione del cosmo immaginata dai seguaci di Pitagora, convinti che “il mondo ha la stessa struttura che poi la lira avrebbe imitato; e non contenti di quella concordia di dissonanze, da loro detta harmonia, attribuirono a questi movimenti anche il suono”. Un concetto che rimanda immediatamente a quello delle sfere celesti con il loro suono, concetto che ha permeato di sé la cultura occidentale da Aristotele al Medioevo, basti pensare al Paradiso di Dante. E l’importanza che nel mondo classico era data alla musica è attestata, secondo Quintiliano, dal fatto che la filosofia platonica ha radice in questa disciplina, tanto che lo stesso Socrate, mentore di Platone, “non si vergognava di imparare a suonare la lira già in tarda età”. La musica, che per i Greci univa la melodia alla poesia, era per Platone la base di ogni educazione. Ma Quintiliano va oltre: con grande disinvoltura passa dalla speculazione teoretica dei grandi filosofi al suono degli strumenti che accompagnavano gli eserciti, degli Spartani ma anche dei Romani: corni e trombe incitano i legionari in battaglia. Chiunque abbia visto un film “storico”, da Ben Hur al Gladiatore, lo sa. E fa sorridere l’accostamento della severa scuola dei filosofi stoici e della legislazione di Licurgo, “l’autore delle leggi più rigide degli spartani”, con il canto che “incita il rematore” a mantenere il ritmo (anche in questo caso salta subito alla memoria la scena di Ben Hur che voga sulla galea).Musica e societàFra le domande proposte agli studenti al termine della traduzione forse la più interessante è quella che rimanda al ruolo della musica nella società antica e in quella contemporanea. Si tratta di un tema complicato, che abbraccia epoche diverse e, in una stessa epoca, contesti anche molto diversi l’uno dall’altro. Fermandosi alla Grecia antica, se Pitagora vedeva nella musica un compendio della logica del cosmo, e se i filosofi la intendevano come strumento matematico di apprendimento e di espressione, per la società la funzione della musica era ben diversa: accompagnamento e intrattenimento durante i banchetti, era elemento essenziale del teatro. Questo non era solo svago, ma momento sacro legato alla purificazione spirituale collettiva. A Roma questo ruolo viene diminuendo, e si accentua la funzione “leggera”, che sembra quella che tuttora ritroviamo più immediata nella nostra società: un concerto, l’ascolto di un brano, sono legati al benessere individuale ma anche allo stare insieme in compagnia. Eppure anche oggi non mancano aspetti più complessi, legati alla sfera religiosa (la musica che accompagna ed eleva la preghiera) o ideologica. Non è facile per un candidato, anche se basandosi sul proprio percorso culturale personale, riflettere, nelle poche righe messe a disposizione, su una tematica così vasta, poiché in fin dei conti si può dire che la musica, oggi come ieri, è presente in ogni aspetto della vita.
La musica, fondamento di filosofia e cultura, nel testo di Quintiliano per la versione di maturità classica 2026
Un brano stimolante della Institutio Oratoria apre una finestra sul rapporto della musica con la scienza, la politica e la società










