Lecchese, ma con un grande amore per Bergamo che mi ha aperto le porte fin da quando ho cominciato a collaborare per il quotidiano. Amo ascoltare e raccontare,…
Si legge «Pro-ben» ma si pronuncia benessere, inclusione, prevenzione e partecipazione. L’università non è soltanto il luogo degli esami e delle lezioni, ma anche uno spazio in cui si cresce, si costruiscono relazioni, si impara a gestire l’autonomia e, a volte, ad affrontare momenti di difficoltà. È da questa consapevolezza che nasce «Pro-ben», il progetto nazionale finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca per promuovere il benessere psicologico degli studenti. L’Università degli studi di Bergamo partecipa all’iniziativa insieme a una rete di atenei lombardi coordinata dall’Università di Milano-Bicocca. L’obiettivo? Rendere il benessere una dimensione strutturale dell’esperienza universitaria attraverso un modello di intervento integrato che mette in rete ricerca, didattica, servizi di supporto agli studenti, inclusione, attività sportive e collaborazione con il territorio.
Sulla destra il prof. Agostino Brugnera
«Il progetto nasce in una fase in cui il benessere degli studenti è diventato una priorità per il sistema universitario, anche alla luce dell’esperienza della pandemia - spiega il professore Agostino Brugnera, responsabile scientifico del progetto - L’idea è stata quella di lavorare sul benessere in modo ampio e strutturato: non solo intervenire quando emerge una difficoltà, ma creare condizioni che aiutino gli studenti a riconoscere e sviluppare le proprie risorse, come resilienza, autonomia e autostima».







