Milano, 19 giu. (askanews) – Volkswagen resta sotto pressione in Borsa il giorno dopo l’assemblea degli azionisti. Il titolo cede il 3,5% a Francoforte a 81,2 euro, a ridosso dei minimi di 79 euro toccati a dicembre 2024. La flessione del titolo pesa sull’indice EuroStoxx Automobiles & Parts, in calo del 2,1% in una giornata positiva per le Borse europee.
La capitalizzazione del gruppo scende a 42,6 miliardi di euro. Da inizio anno Volkswagen perde circa il 22%, con quasi 10 miliardi di valore bruciati. Sul mercato restano i dubbi emersi all’assemblea, dove il Ceo Oliver Blume ha parlato di rischi “mai così alti”, tra dazi, concorrenza cinese, trasformazione tecnologica e pressione sui margini.
Il gruppo ha confermato il piano di taglio dei costi, con circa 50mila posti in meno in Germania entro il 2030 tra Volkswagen, Audi, Porsche e Cariad, e una riduzione della capacità produttiva per circa 1 milione di unità tra Germania e resto d’Europa. Gli azionisti hanno approvato anche il dividendo da circa 2,6 miliardi, pari a 5,20 euro per azione ordinaria e 5,26 euro per privilegiata, che ha suscitato polemiche alla luce delle difficoltà che sta attraversando il gruppo.
Sul fronte governance resta il nodo del ritiro della candidatura di Susanne Wiegand, ex ceo di Renk, dal consiglio di sorveglianza, aprendo un tema di indipendenza del board in vista dell’approvazione del piano di riassetto messo a punto da Blume, previsto a luglio. Dopo undici anni si chiude inoltre una parte della coda civilistica del Dieselgate, con il via libera al nuovo accordo D&O da circa 278 milioni con gli assicuratori e alla conferma della transazione con l’ex ceo Martin Winterkorn, chiamato a versare 11,2 milioni a fronte di danni stimati da Volkswagen in circa 2,5 miliardi.










