La cefalea rappresenta una delle cause più frequenti di accesso agli ambulatori pediatrici e interessa fino al 15% dei bambini e adolescenti in età scolare. La colpa? Probabilmente anche dei dispositivi digitali. Negli ultimi anni numerosi studi hanno infatti evidenziato una associazione tra tempo trascorso davanti agli schermi e aumento di mal di testa in età pediatrica, tanto che gli esperti della Società Italiana di Pediatria parlano oggi di “cefalea digitale”.

«Si tratta di una forma di mal di testa associata ai device, non solo in termini di tempo trascorso davanti agli schermi ma anche a un uso improprio dei dispositivi, ovvero senza pause e fruendo di contenuti che generano agitazione e nervosismo e che quindi influiscono negativamente a più livelli sul benessere dei ragazzi», spiega Elena Bozzola, Coordinatore Commissione Dipendenze Digitali e Consigliere del Gruppo di Studio Adolescenza, della Società Italiana di Pediatria.

Cefalea digitale: alla base, un mix di più fattori

Gli studi effettuati hanno infatti messo in luce come all’origine della cefalea digitale, ci sarebbe una combinazione di fattori diversi. Primo tra tutti l’affaticamento visivo.

«La luce emessa dallo schermo, insieme all’intenso lavoro di accomodazione, può portare a bruciore e sensazione di secchezza oculare, che facilitano la comparsa del mal di testa, ma può anche aumentare il rischio di miopia o sfociare in una sindrome, la cosiddetta esotropia concomitante acquisita, una forma di strabismo in cui un occhio devia improvvisamente verso l’interno», mette in guardia l’esperta.