di
Chiara Bidoli
Con la chiusura delle scuole e l'aumento del tempo libero cresce il rischio dell’esposizione a social e piattaforme digitali. I consigli degli esperti: Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Neuropsichiatria Infantile dell'Umberto I e ospedale Bambino Gesù
Degli effetti dell'iperconnessione su bambini e adolescenti se ne parla molto, sia a livello clinico che politico. A livello internazionale è sempre più acceso il dibattito sulla necessità di mettere dei limiti di età per accedere alle piattaforme digitali. Tra le ultime prese di posizione quelle del primo ministro britannico che ha annunciato che vieterà l'utilizzo di tutti i social ai minori di 16 anni e che istituirà un «coprifuoco» dalle 20:30 per gli under 18. In attesa di vedere quali eventuali divieti entreranno in vigore, e come saranno applicati, per le famiglie si preannuncia un'estate, digitalmente parlando, particolarmente «calda».
Le ultime evidenze scientificheGli effetti di un uso prolungato e non controllato del digitale sulla mente di bambini e ragazzi adolescenti è ormai ampiamente documentato. Dai dati elaborati dalla Sinpia (Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza) tra il 2018 e il 2022 la quota di adolescenti con un uso problematico dei social media è salita dal 7% all’11%, con un impatto maggiore sulle ragazze con conseguenze sul loro benessere psichico e l'aumento di disturbi del sonno, ansia, depressione e calo del rendimento scolastico (fonte Organizzazione Mondiale della Sanità OMS). E, ancora, altri dati evidenziati dalla Sinpia (relativi al 2024-2025) mostrano pericoli specifici per i minori più vulnerabili, legati all'istigazione al suicidio e ad atti di autolesionismo, mentre uno studio del 2025 ha anche dimostrato che l’esposizione frequente a contenuti autolesivi può associarsi a un aumento di pensieri suicidari e impulsi pericolosi.








