Uno spettacolo su una famiglia, oltre anche il genocidio
Venezia 19 giu. (askanews) – Uno spettacolo teatrale che ricostruisce la storia di una famiglia ruandese, che, nell’arco di una mattina del 1994, è stata distrutta. Dorcy Rugamba ha raccontato la sua storia e la storia dei suo genitori e dei suoi fratelli, uccisi tutti in poche ore, mentre lui era in un’altra città. Alla Biennale Teatro è stato presentato per la prima volta in Italia “Hewa Rwanda – Letter to the Absent”, un lungo monologo con musiche sul genocidio ruandese, che è un racconto di dolore, ma anche di speranza.
“Il tema dell’amore – ha detto Rugamba ad askanews – per me è molto importante, perché ogni cosa è stata detta sulla violenza, sull’evento del genocidio. Ma questo è uno spazio dedicato alle persone che sono scomparse, questo è il mondo dell’assenza. Il problema con il genocidio è che speso le vittime appaiono solo nel racconto della violenza e la storia della violenza è quella degli assassini. Qui invece voglio che ognuno abbia la sua storia personale per ricordare ai vivi chi sono stati, con i loro amori, la cultura, l’educazione: tutto quello che li identificava”.
Il tono dell’artista, la sua partecipazione diretta, il senso di un dolore profondissimo e la disperazione di fronte a tanta violenza: tutto concorre a creare questa lettera, complessa e universale. “È qualcosa che va oltre il Rwanda – ha aggiunto l’artista – oltre la mia famiglia: è parlare della famiglia in generale, dell’amore filiale, è parlare del tema della perdita. Dobbiamo confrontarci con l’assenza nella vita di tutti i giorni ed è importante continuare a parlare di loro”.











