VENEZIA - «Sì». Willem Dafoe non ha esitazioni: l'appuntamento della Biennale teatro dedicato al genocidio in Ruanda nasce anche dalla vololtà di non dimenticare questa tragica pagina di storia. Ieri il direttore del 54. Festival internazionale, in programma a Venezia dal 7 al 21 giugno, ha presentato le produzioni di maggior rilievo e tra queste spicca sicuramente "Hewa Rwanda Letter to the Absent" il 10 giugno al teatro delle Tese. Tratto dall'opera omonima scritta da Dorcy Rugamba è un memoriale consegnato ai propri figli, la testimonianza in prima persona del genocidio dei Tutsi avvenuto nel 1994, che ha determinato la sua storia di uomo e di artista. In scena lo stesso Rugamba con tutti i colori della musica dell'eccentrico e talentuoso polistrumentista senegalese Majnun.

«Questa produzione è stata scelta - aggiunge il direttore - anche per farci capire meglio quello che è avvenuto e quindi per non dimenticare. Il suo racconto ci aiuta ad analizzare le guerre e quello che sta accadendo nel mondo in questi mesi».

Il titolo del Festival "Alter native" vuole mettere insieme l'idea del cambiamento che si mescola con la propria natura di provenienza e quindi identitaria. Si passa dall'India all'Africa, dalla Nuova Zelanda all'Indonesia.