Un protocollo che vede, da un lato, l’Anac, l’Autority nazionale anticorruzione. E, dall’altro, il Pio Albergo Trivulzio, la casa di riposo più famosa d’Italia da quando, nel 1992, l’arresto del suo allora presidente, Mario Chiesa, diede il via a Tangentopoli. Obiettivo, «accrescere l’efficacia della trasparenza da intendersi quale valore pubblico», si legge al primo articolo.
È il documento che oggi nella sede della Baggina l’attuale commissario straordinario dell’ente, il prefetto Francesco Paolo Tronca, firmerà con il numero uno dell’Anac, Giuseppe Busia, e con il presidente del Cnr, Andrea Lenzi. Una sperimentazione pilota, che vedrà la creazione di una piattaforma che, utilizzando anche l’intelligenza artificiale avrà il compito di rendere trasparente l’attività del Pat, a partire da quella che riguarda la stipula di contratti e appalti, dalle mense alle cooperative esterne. Di qui, il coinvolgimento del Centro nazionale ricerche, che con l’Anac ha avviato nell’agosto del 2023 una collaborazione per realizzare la Piattaforma unica della trasparenza e l’open software Trasparenza AI.
L’accordo durerà tre anni: si tratta di un inedito, con il Pat che farà da prima struttura sanitaria “pilota”. Tra le attività previste dalla collaborazione ci sarà la «ricognizione, analisi e valutazione dei processi e degli output del Pat», in particolare «quelli meritevoli di implementazione del livello di conoscibilità in favore di terzi». E poi l’implementazione di piattaforma tecnologica e IA, l’identificazione degli ambiti del Trivulzio «da valorizzare ai fini della trasparenza», attività di formazione all’interno della Baggina, che negli ultimi tre anni si è impegnata, con la guida di Tronca, in un rilancio di attività e di immagine, dopo i problemi legati prima alla pandemia da Covid-19 e, poi, il rosso di bilancio che ha infine spinto Comune e Regione al commissariamento.









