Pubblicato il: 19/06/2026 – 7:31

di Emiliano Morrone

I giovanissimi della Calabria conoscono il territorio in cui abitano? Se sì, quanto e fino a che punto? Sanno delle leggende e tradizioni che ne costituiscono una sorta di sostrato identitario?Le ultime generazioni mostrano spesso un’anima ecologista e, a differenza di quelle degli anni ’80, un rapporto più stretto con la natura, che sin dall’infanzia hanno imparato a preservare con piccole pratiche di buon senso, a partire da una raccolta ordinata dei rifiuti. Probabilmente questa tendenza è il portato di una cultura transnazionale che si è radicata grazie alle manifestazioni del Fridays For Future, prima della pandemia oltremodo seguite e diffuse, anche dal mainstream.Di solito gli adolescenti esternano un rispetto per l’ambiente assai più convinto che in passato. La sensibilità sul tema è aumentata grazie alle iniziative dei governi, delle scuole e dello stesso Parlamento, che nel 2022 ha modificato l’articolo 9 della Costituzione introducendo la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi «anche nell’interesse delle future generazioni» ed elevando al rango costituzionale quella degli animali.Già dall’asilo, la Festa degli alberi non è una pura manifestazione di retorica, ma vale a spingere i bambini a riflettere insieme sul concetto, per la verità molto bergogliano, di ambiente come casa comune, quale luogo di tutti e spazio pubblico per antonomasia. Ciò significa che sono stati compiuti notevoli passi in avanti. In sostanza, il tema della salubrità ambientale è ora ben presente nei minorenni calabresi, i quali inclinano a collegarlo alla salvaguardia della salute umana, anche alla luce di alcune questioni alquanto discusse e ancora alla ribalta, come la bonifica dell’ex area industriale di Crotone e il futuro della valle del Mercure, interna al Parco nazionale del Pollino.