Pubblicato il: 30/05/2026 – 10:46
Gentile Direttore, ho letto con grande interesse il Suo articolo «Oltre il cliché dello spopolamento» pubblicato sul Corriere della Calabria.Tra le diverse storie e testimonianze riportate emerge, a mio avviso, un elemento comune che merita particolare attenzione: il profondo legame con la natura, l’ambiente, il territorio e le foreste, che rappresentano non soltanto una componente identitaria della Calabria, ma anche una concreta opportunità di sviluppo, innovazione e permanenza nelle aree interne. Molte delle esperienze da Lei raccontate sembrano infatti confermare come il patrimonio naturale possa diventare il motore di nuove forme di imprenditorialità, favorire il ritorno ai territori e contribuire alla valorizzazione delle comunità locali. Si tratta di una visione che il Corso di Scienze Forestali e Ambientali dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria promuove da oltre quarant’anni attraverso attività di formazione, ricerca e trasferimento di conoscenze al territorio. Un contributo che opera spesso lontano dai riflettori, ma che nel tempo ha consentito di formare professionisti, amministratori, tecnici e imprenditori capaci di cogliere le potenzialità delle risorse naturali calabresi e trasformarle in opportunità di crescita sostenibile. In questo contesto, numerose iniziative legate alla valorizzazione del patrimonio ambientale, alla gestione sostenibile delle foreste, al turismo naturalistico e alla tutela del paesaggio trovano terreno fertile proprio nei percorsi formativi e culturali promossi dall’università. La formazione universitaria, infatti, non rappresenta soltanto un luogo di acquisizione di competenze tecniche, ma un autentico motore di innovazione sociale e territoriale, capace di generare idee, progettualità e nuove prospettive per le aree interne della Calabria. Pur non essendo sempre immediatamente percepibile, questo lavoro produce effetti concreti e duraturi sul territorio. Molte delle esperienze imprenditoriali e dei percorsi di valorizzazione delle risorse naturali che oggi osserviamo affondano le proprie radici proprio in quel patrimonio di conoscenze, sensibilità e visione che il mondo universitario contribuisce a costruire e diffondere. La cultura universitaria, del resto, non si limita a trasferire competenze, ma favorisce la nascita di consapevolezza, capacità progettuali e spirito d’iniziativa che spesso diventano il presupposto per scegliere di investire e costruire il proprio futuro in Calabria, valorizzandone le straordinarie risorse naturali. Per questo ho particolarmente apprezzato il taglio dell’articolo, che offre una narrazione diversa rispetto a quella, spesso riduttiva, dello spopolamento come fenomeno esclusivamente associato al declino, mettendo invece in luce esperienze che raccontano opportunità, resilienza e nuove prospettive di sviluppo territoriale.












