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La guida spirituale iraniana Khamenei non usa mezze parole: "Ho accettato perché Trump era disperato". Un commento che arriva a poche ore dalla firma a distanza del memorandum tra USA e Iran con i 14 punti che riabilitano l'Iran a livello internazionale e che segnano il declino degli USA come gendarme del mondo. Una guerra che doveva prima liberare il popolo iraniano. "Stiamo arrivando" diceva la propaganda israeliana sostenuta da Trump alla fine di febbraio. Poi puntare a un cambio di regime interno senza una rivoluzione e poi, semplicemente, tornare allo status quo pre-guerra: riaprire lo Stretto di Hormuz.

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L'Iran invece ottiene lo sblocco dei fondi all'estero, il controllo di Hormuz e delle parole di Trump inaspettate su nucleare e armamenti: se gli altri vicino a loro (ovvero Israele) li hanno, perché loro non dovrebbero averli? Ecco, sta tutto in queste parole. Un presidente che pensava di piegare il mondo a sé e che invece si ritrova indebolito e umiliato, anche davanti a quelli che tratta da sudditi: gli europei. Gli unici forse che ancora gli danno credito. Meloni è felice di essere sempre stata sua amica, Macron lo invita a cena a Versailles forse più per tenerlo sotto controllo e capire le sue mosse in vista del vertice NATO. Quello che è certo è che gli USA oggi hanno perso la leadership globale e isolato definitivamente il loro alleato storico nell'area: Israele. Tutto questo a causa di una guerra evitabile. Oggi Scanner parte da qui.