È Balto il cane protagonista del caso approdato ieri mattina a processo. Si tratta del vecchio labrador la cui soppressione del 19 agosto 2020 aveva dato la stura dall’indagine che il 18 febbraio scorso davanti al giudice Piervittorio Farinella ha fruttato al 52enne ex veterinario Mauro Guerra una condanna a quattro anni e due mesi di reclusione tra le altre cose per reati tributari e per maltrattamento e uccisione di animali legate a eutanasie ritenute improprie. E ieri mattina il 52enne, accompagnato dalla madre, era presente in tribunale stavolta come testimone. In quanto alle altre persone legate a Balto, i due proprietari era stato assolti il 15 gennaio 2024 dal gup Corrado Schiaretti. Ovvero l’ex direttrice del carcere, Carmela De Lorenzo, "perché il fatto non sussiste" in merito ai contestati maltrattamenti. E "perché il fatto non costituisce reato" per la sua soppressione. Identica sentenza era stata pronunciata anche per il consorte e co-imputato, Francesco Vasta. Per l’ultimo degli indagati su questo frangente, il fascicolo aveva seguito una strada giuridicamente rara: dopo un non luogo a procedere pronunciato il 14 aprile 2023, il 2 maggio 2024 l’allora pm Marilù Gattelli aveva proposto ricorso in Cassazione. Accolto il 7 luglio successivo: ed eccoci tornati al via ieri mattina sempre davanti al giudice Farinella. Imputato: un 84enne amico dei due coniugi proprietari di Balto, difeso dall’avvocato Francesco Furnari e chiamato a rispondere con loro in concorso di maltrattamenti. Processo iniziato e subito rinviato a settembre: Farinella, visto che sulla questione si era già espresso, lascerà il fascicolo nelle mani del collega Cristiano Coiro. Sette le parti civili già pronte per quella data.